Intervista su ‘La Repubblica’ del presidente A. Vitone

Il presidente di Scuola Ingegneria & Architettura, Amedeo Vitone, che con lo studio Vitone & Associati ha curato il progetto esecutivo delle opere in c.a. dello stadio “San Nicola” di Bari, è intervenuto su “La Repubblica” relativamente allo studio di fattibilità del nuovo progetto per la ristrutturazione dello stesso impianto. Di seguito si riporta l’intervista integrale.

 

(articolo tratto da “La Repubblica” di sabato 30 dicembre 2017)

 

Amedeo Vitone: “Modificarlo sì, ma raderlo no. Abbiamo fatto uno studio a costo zero”

 

Nessuno, forse, conosce lo stadio San Nicola come l’ingegner Amedeo Vitone che, insieme con lo studio Vitone & Associati, ha sviluppato il progetto esecutivo delle opere in cemento armato dello stadio San Nicola ed è stato responsabile della direzione dei lavori. Non solo. “Ogni dieci anni nel rispetto della normativa tecnica – ricorda – abbiamo operato delle verifiche al fine di confermare l’agibilità dello stadio sotto il profilo strutturale. L’ultima verifica è stata nel 2016”.

Quali le criticità dello stadio?

“Fra i problemi irrisolti c’è quello dei teli di copertura in teflon che sono andati ben oltre il tempo della loro vita utile che è di vent’anni. Devono essere sostituiti perché se si dovessero lacerare, come sta accadendo, non ci sarebbe da meravigliarsi. E potrebbe essere un pericolo anche per le persone”.

Qual è la sua posizione rispetto al restyling del San Nicola?

“È di una trasformazione che si parla, intanto, e per la verità nel novembre 2015 abbiamo già realizzato uno studio di fattibilità degli aspetti tecnici, strutturali e funzionali per la ristrutturazione dello stadio. Uno studio che abbiamo consegnato al presidente Giancaspro, del quale abbiamo poi perso le tracce”.

Quali soluzioni aveva immaginato?

“Nello studio, realizzato secondo le linee guida di Renzo Piano, si esaminavano quattro ipotesi e fra queste una che prevede proprio l’avvicinamento del pubblico all’area di gioco e dunque l’eliminazione della pista, creando sulla stessa traccia una tribuna ed eliminando l’attuale tribuna inferiore”.

Ma la fattibilità reale delle trasformazioni di cui si parla?

“La realizzazione non è di per sé impegnativa, lo è invece lo studio progettuale della compatibilità di queste trasformazioni con le strutture esistenti vista la complessità del progetto originario che conosciamo bene e vista la normativa sismica di oggi. Il nostro studio di fattibilità è comunque a disposizione ma se qualcuno lo utilizzerà portandolo avanti in termini esecutivi o definitivi ci aspettiamo, non di ricevere un incarico, ma di essere consultati”.

E della demolizione che dice?

“Un quesito di carattere politico più che tecnico. Ma siamo dinanzi a una grande opera, firmata da un maestro dell’architettura, e la sua conservazione mi pare necessaria: lo stadio si deve salvare ed è trasformabile”

 

di Antonio Di Giacomo