BIM obbligatorio nella PA: soglie, novità 2026 e come prepararsi

La digitalizzazione delle opere pubbliche richiede competenze e un’organizzazione capace di gestire le informazioni. Le Linee guida MIT del 2026 accompagnano le amministrazioni nell’attuazione del BIM.

La digitalizzazione delle opere pubbliche richiede competenze e un’organizzazione capace di gestire le informazioni. Le Linee guida MIT del 2026 accompagnano le amministrazioni nell’attuazione del BIM. Per Comuni, enti e uffici tecnici, il primo passo è comprendere quali interventi ricadano nell’obbligo e quali misure adottare prima di avviare un affidamento. Quando è obbligatorio il BIM? L’articolo 43 del Codice dei contratti pubblici, modificato dal D.Lgs. 209/2024, prevede dal 1° gennaio 2025 l’adozione della gestione informativa digitale per la progettazione e realizzazione di nuove opere e per gli interventi su costruzioni esistenti con costo presunto dei lavori superiore a 2 milioni di euro. Per gli interventi sugli edifici tutelati indicati dal Codice dei beni culturali, il riferimento è invece la soglia europea per i lavori richiamata dall’articolo 14 del Codice dei contratti. Sono esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, salvo quelli su opere precedentemente realizzate utilizzando questi metodi. Per le procedure già avviate occorre verificare il regime transitorio applicabile. Normattiva Le novità delle Linee guida MIT 2026 Le Linee guida pubblicate a febbraio 2026 approfondiscono gli aspetti operativi della gestione informativa digitale: formazione del personale, organizzazione interna, dotazioni tecnologiche, ruoli e responsabilità. Il documento affronta inoltre l’Ambiente di Condivisione Dati, l’interoperabilità e l’impiego di formati aperti. Anche l’adozione volontaria del BIM, al di fuori dei casi obbligatori, richiede il rispetto delle misure previste dall’Allegato I.9. serviziocontrattipubblici.it Da dove iniziare? Per un’amministrazione, una domanda utile è: chi definisce le informazioni da richiedere, chi le controlla e come vengono condivise? Da questa valutazione può partire un percorso proporzionato alle risorse disponibili e alle opere programmate. Investire nelle competenze aiuta gli uffici a dialogare con progettisti e operatori economici e a formulare esigenze informative comprensibili. La formazione diventa così parte di un progetto concreto di miglioramento dei processi, dalla preparazione dell’affidamento alla gestione delle informazioni dell’opera. Il supporto di Scuola Ingegneria & Architettura SI&A affianca Enti e Pubbliche Amministrazioni nella transizione digitale e nell’implementazione BIM, con l’obiettivo di trasformare gli obblighi normativi in un’opportunità per migliorare la gestione delle opere pubbliche. Scuola Ingegneria & Architettura Vuoi valutare un percorso per il tuo ente? Scopri il servizio SI&A oppure scrivi a info@siea.eu.